Controprogetto all’iniziativa sul foie gras: un testo senza ambizione né interesse

24.12.25

Messo in consultazione dal 3 novembre al 7 dicembre 2025 dalla Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N), il controprogetto all’iniziativa sul foie gras sembra perseguire un solo obiettivo: far credere che permetterà una riduzione delle importazioni di foie gras, mentre nella realtà dei fatti non cambierà nulla.

Il controprogetto (1), presentato sotto forma di iniziativa parlamentare, mira a introdurre nuove disposizioni (2) nella legge federale sulla protezione degli animali (LPAn). Esso prevede, in una prima fase, di osservare se l’obbligo di indicare «Ottenuto da oche o anatre alimentate forzatamente» sugli imballaggi di foie gras, magret e confit abbia un impatto sulle importazioni professionali di questi prodotti. L’Amministrazione federale delle dogane (UFDF) e l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) sono incaricati di istituire un sistema di monitoraggio delle importazioni e di redigere un rapporto sulle stesse ogni cinque anni. Qualora le importazioni non diminuiscano, gli Uffici competenti «propongono» al Consiglio federale «misure di portata limitata». Tra le misure possibili menzionate nel rapporto esplicativo (3) della CSEC-N, ma non inserite nel controprogetto, figurano campagne d’informazione rivolte ai consumatori, fino a eventuali restrizioni «con l’obiettivo di una riduzione duratura delle importazioni a titolo professionale».

Un controprogetto che non prevede alcun calendario per la sua attuazione

In quale arco di tempo saranno attuate queste misure? Tra 10 anni, 20 anni, 50 anni? Il controprogetto non fissa alcun obiettivo temporale. Considerato che l’attuale consigliera federale competente per questo ambito ha dichiarato di consumare foie gras in famiglia a ogni festività di fine anno, è piuttosto probabile che le misure adottate si limitino a qualche sporadica campagna pubblicitaria. Il rapporto esplicativo ricorda inoltre che, indipendentemente dalle misure adottate, la Svizzera continuerà in ogni caso a importare ogni anno circa 20 tonnellate di foie gras, in virtù di un accordo ratificato con la Francia.

Importazioni di foie gras ancora possibili per i privati

In ogni caso, poiché queste nuove disposizioni legali si applicano unicamente al settore professionale, le importazioni da parte dei privati resteranno completamente libere, rendendo la portata del controprogetto ancora più inefficace.
In assenza di un controprogetto ambizioso, è evidente che l’iniziativa sul foie gras sarà mantenuta e che si andrà in votazione nel 2026. È tempo di essere coerenti con la nostra legislazione. La produzione di foie gras è vietata in Svizzera da oltre 40 anni a causa delle sofferenze inflitte agli animali durante l’ingrasso forzato. Questo divieto viene aggirato importando ogni anno più di 200 tonnellate di foie gras. È ora di porre fine a questa ipocrisia.

Fonti:

1) https://www.fedlex.admin.ch/eli/fga/2025/3199/it
2) https://iniziativa-foie-gras.ch/wp-content/uploads/2025/12/Progetto-posto-in-consultazione-LPAn-it.pdf
3) https://iniziativa-foie-gras.ch/wp-content/uploads/2025/12/Rapporto-esplicativo-it.pdf