Il Brasile diventa il secondo Paese a vietare il foie gras

27.07.26

Dopo l’India, che nel 2014 ha vietato l’importazione, la produzione e la commercializzazione di questo prodotto, è ora il turno del Brasile di adottare una misura analoga per motivi di benessere animale.

Il presidente brasiliano Lula da Silva ha promulgato il 24 luglio la legge 90/2020, approvata il 28 aprile 2026 dalla Commissione per la Costituzione e la Giustizia (CCJ) della Camera dei deputati, sulla base del fatto che l’alimentazione forzata utilizzata per la produzione di foie gras aumenta di 25 volte il tasso di mortalità degli animali rispetto agli altri metodi di allevamento.

I produttori brasiliani di foie gras dovranno cessare la loro attività e i ristoranti di lusso eliminare questo prodotto dai loro menu. I trasgressori della legge, che entrerà in vigore tra sei mesi, rischiano pene detentive da tre mesi a un anno, oltre a multe e ad altre sanzioni amministrative.

I produttori francesi di foie gras sono furiosi

Questa decisione ha suscitato l’ira dei produttori francesi, che denunciano «una prima violazione» del recente accordo di libero scambio tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur. L’organizzazione professionale che rappresenta i produttori, il Comité interprofessionnel des palmipèdes à foie gras (Cifog), aveva chiesto un intervento diplomatico europeo per impedire la promulgazione della legge da parte del presidente Lula, ma senza successo. Considerato da diversi anni dai produttori francesi di foie gras come un mercato emergente, con un volume d’affari annuo di quasi un milione di euro, il Brasile chiude loro le porte in nome del benessere animale.

Lula da Silva

La legge promulgata dal presidente Lula da Silva vieta l’alimentazione forzata degli animali – sia essa meccanica o manuale – destinata a indurli a consumare alimenti «oltre il loro naturale senso di sazietà».