Washington D.C. e Denver a favore del divieto del foie gras

7.11.26

In occasione delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti (Midterms), gli elettori della capitale americana Washington D.C. hanno approvato a larga maggioranza, con il 73,3% dei voti, il divieto di produrre, vendere o distribuire commercialmente foie gras o altri prodotti ottenuti mediante alimentazione forzata.

Sono previste multe da 1.000 a 5.000 dollari per ogni infrazione, con possibili sanzioni aggiuntive in caso di recidiva, fino alla sospensione o alla revoca delle licenze commerciali. Anche gli elettori di Denver, in Colorado, hanno approvato, lo stesso giorno, un’iniziativa volta a vietare la vendita di foie gras e la sua produzione mediante alimentazione forzata.

Il divieto potrebbe entrare in vigore a partire dall’estate del 2027, subordinatamente all’esame del testo da parte del Congresso americano. Sono già previste possibili contestazioni legali, come nel caso del produttore Hudson Valley Foie Gras, secondo il quale Washington non dovrebbe poter vietare la commercializzazione di un prodotto fabbricato legalmente in un altro Stato americano.

«I governi dovrebbero avere il potere di decidere che cosa abbiamo il diritto di mangiare? È proprio questa la questione che si pone», aveva già dichiarato in passato Jordan Grinor, direttore di Hudson Valley Farms.
Questa domanda, costantemente sollevata come argomento retorico, anche in Svizzera durante i dibattiti sul foie gras, mira a evitare di dover rispondere alla questione principale che dovrebbe porsi: è accettabile far soffrire degli animali per un semplice piacere del palato?
Siamo davvero così egoisti da privilegiare un piacere di pochi minuti al prezzo di settimane di sofferenze inflitte a un animale?

La nostra cucina è sufficientemente ricca di sapori da poter fare a meno di prodotti la cui produzione comporta il maltrattamento degli animali. Del foie gras possiamo fare a meno.