Controprogetto all’iniziativa foie gras: i Cantoni lo respingono e sostengono un divieto di importazione

29.01.26

La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) ha pubblicato le 62 prese di posizione dei Cantoni e delle organizzazioni presentate a seguito della consultazione pubblica sul controprogetto all’iniziativa sul foie gras, svoltasi dal 3 novembre al 7 dicembre 2025.

Il controprogetto è stato elaborato su impulso dei membri romandi della CSEC-N, timorosi che l’iniziativa per il divieto di importazione del foie gras possa essere approvata in votazione popolare. Esso si limita a proporre misure minimaliste, i cui eventuali effetti non sarebbero osservabili che dopo molti anni (si veda il nostro articolo sul controprogetto).

Un controprogetto «incoerente e privo di impatto reale»

Nelle loro prese di posizione, diversi Cantoni si mostrano fortemente critici nei confronti del controprogetto e lo respingono. Il Cantone di Neuchâtel, ad esempio, lo giudica «incoerente e privo di impatto reale; non consente di raggiungere l’obiettivo perseguito». Il Cantone di Argovia ricorda che l’alimentazione forzata «provoca sofferenze considerevoli nonché gravi danni alla salute di anatre e oche». A suo avviso, il «controprogetto indiretto non è in grado di risolvere questo problema. Un obbligo di dichiarazione modifica poco la pratica delle importazioni e non riduce in alcun modo la sofferenza degli animali (…) Anche con un approccio graduale, la sofferenza animale perdurerebbe per anni». Dal punto di vista del Consiglio di Stato, il controprogetto presentato «deve pertanto essere respinto (…). Un divieto di importazione è, dal punto di vista tecnico, logico e chiaramente giustificabile nell’ambito della politica di protezione degli animali».

Anche Nidvaldo si esprime «chiaramente a favore di un divieto totale delle importazioni e contro il controprogetto».
Per Glarona, «un divieto totale di importazione accompagnato da un adeguato periodo transitorio sarebbe più economico ed efficace».
Zurigo respinge il controprogetto e si dichiara «favorevole a un divieto generale delle importazioni commerciali e private di foie gras e di prodotti a base di foie gras, come previsto dall’iniziativa». Per il Cantone «non è comprensibile che una pratica vietata sul territorio nazionale per motivi di benessere animale continui a essere autorizzata attraverso l’importazione dei relativi prodotti».
Anche Obvaldo dubita dell’efficacia delle misure proposte e ritiene che l’iniziativa sul foie gras sarebbe «più coerente, in quanto vieterebbe l’importazione in modo generale».
Il Cantone Ticino concorda sul fatto che sia incoerente vietare la produzione di un prodotto consentendone al contempo l’importazione e dubita «che l’obbligo di dichiarazione (…) possa ridurre in modo significativo le importazioni».
Basilea Campagna critica inoltre la mancanza di obiettivi concreti del controprogetto «per quanto riguarda i volumi di importazione da raggiungere».

Tra i partiti politici, i Verdi sostengono il divieto di importazione del foie gras derivante dall’alimentazione forzata, poiché è «imperativo che la Svizzera applichi standard coerenti e non esternalizzi la sofferenza animale che rifiutiamo nel nostro Paese».
Anche l’Associazione dei piccoli contadini sostiene l’iniziativa sul foie gras e misure che arrivano fino al divieto di importazione.
Se la Società dei veterinari svizzeri (SVS) «accoglie con favore il fatto che la CSEC-N opponga un controprogetto all’iniziativa», continua tuttavia a «sostenere le rivendicazioni dell’iniziativa sul foie gras, che chiede un divieto di importazione del foie gras, trattandosi di prodotti derivanti da una pratica di maltrattamento animale vietata in Svizzera da oltre 40 anni».
La Protezione dei consumatori sostiene anch’essa l’iniziativa: «un divieto di importazione coerente offre chiarezza alle consumatrici e ai consumatori: i prodotti semplicemente non sono disponibili, evitando così la necessità di verificarne l’origine o l’etichettatura».

Molte critiche, pochi cambiamenti

Nonostante critiche quasi unanimi – provenienti anche dagli ambienti economici come l’USAM, HANDEL (Commercio svizzero) e la Swiss Retail Federation, che temono che restrizioni limitate alle importazioni professionali possano favorire il turismo degli acquisti da parte dei privati – la CSEC-N ha infine apportato solo modifiche formali minori al proprio controprogetto.
Per garantire che le importazioni di foie gras restino sempre assicurate, nonostante le misure che il Consiglio federale potrebbe adottare, la Commissione ha inoltre inserito al capoverso 4 dell’articolo 14a LPA che l’importazione minima annua di 20 tonnellate di foie gras resterà sempre autorizzata, conformemente a un accordo commerciale che vincola la Confederazione alla Comunità europea sugli scambi di prodotti agricoli.

Il controprogetto sarà probabilmente sottoposto al voto dell’intero Consiglio nazionale durante la sessione primaverile del Parlamento, che si svolgerà dal 2 al 20 marzo 2026.